#vatuttobene

 #vatuttobene

Riflessioni di un giovane yogi ai tempi del Covid19 

In quest'ultimo periodo, tempesta sui social l'hashtag #andràtuttobene, un mantra divenuto ormai collettivo, che dà forza e nutre speranza in chi lo scrive o lo ricorda. Dietro queste tre parole, però, si cela un significato e un presupposto che, a mio avviso, rischiano di essere tutt'altro che positivi. Infatti, analizzando questo mantra, osserviamo che il verbo andare è posto al futuro, e quindi ci dice chiaramente che "tutto bene" accadrà nel futuro, e non adesso, nel presente.
Numerosi studiosi, tra cui il russo V. Zeland, sostenuti dai principi della fisica quantistica, hanno già appurato la capacità del pensiero di creare la realtà, e quindi, se noi pensiamo che in un futuro andrà tutto bene, constatiamo inconsciamente che ora non va affatto tutto bene, quando, in realtà, abbiamo sempre la possibilità di dire che va tutto bene. Gli scettici, ribadiranno: "E certo, ora no che non va tutto bene, questo Covid-19 ha già mietuto migliaia di vittime, lo sta facendo tutt'ora e continuerà a farlo anche in un futuro prossimo, come puoi pensare di dire che va tutto bene!?" Vero, ma dove vogliamo mettere la nostra attenzione? A cosa vogliamo dare energia? Vogliamo immedesimarci e identificarci nelle disgrazie o nelle positività che ci circondano? Detto in parole povere, abbiamo la possibilità di scegliere se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E la semplicità con la quale possiamo operare è disarmante: guardiamoci attorno, siamo a casa, tranquilli, al sicuro, magari anche con i propri cari, e le cose che possiamo fare sono talmente tante con non ha neanche senso elencarle o citarne alcune, ma allora, come possiamo dire che non va bene? Scegliamo la tranquillità e non l'angoscia o la paura, non lasciamo che queste ultime condizionino e creino lo strato di mondo nel quale viviamo.
Dunque, propongo di utilizzare e lancio l'hashtag #vatuttobene. Seguiamo la filosofia che lo yoga ci insegna da millenni: vivere il presente attivamente e consciamente. Ai giorni nostri, questo concetto viene suggerito anche dalla psicologia moderna con "vivere nel qui ed ora" o con il termine "mindfulness", ma la sostanza non cambia. Non speriamo nel futuro, in quanto rimarrà sempre tale, ma cominciamo a gestire e creare la nostra realtà, ORA!

Davide Toneguzzi 16 anni

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